Verso il Sinodo sulla Romea

07-10 agosto 2018 Pastorale giovanile Arcidiocesi di Modena Nonantola

Le cartine sono in scala 1:25.000 se stampate su fogli A3

Per l’utilizzo delle tracce GPS su smartphone, ci sono innumerevoli applicazioni. Consigliamo per gli utenti Android Oruxmaps (clicca qui).
In alternativa è molto facilmente utilizzabile la web-app sviluppata dalla regione Emilia Romagna “Sentieriweb” (clicca qui). Basta attivare la geolocalizzazione e seguire fra le differenti tracce “RN” oppure “RNO” (Romea Nonantolana Occidentale)

Consigli utili

Le scarpe #1

Le vesciche

Lo zaino

Le scarpe #2

Il kit di pronto soccorso

Alcuni consigli utili da leggere e capire… per poi decidere! Considerate anche la possibilità di un kit di gruppo…

Dolori

Come affrontarli se vengono, ma soprattutto come prevenirli. Un consiglio? Un po’ di allenamento prima di partire!!!

I bastoncini

Le vesciche

Lasciate i Compeed a casa… piuttosto fate in modo che non vengano!

Innanzi tutto occorre capire cos’è veramente una vescica: si tratta di una reazione di autodifesa dell’organismo, in particolare della pelle; in seguito alla sollecitazione dell’attrito (con una calza troppo ruvida, con una cucitura della scarpa) si ha un eccessivo sfregamento della pelle. Il corpo risponde producendo liquido nella zona soggetta alla frizione, cercando di creare un cuscinetto morbido (la borsa piena d’acqua) per diminuire lo sfregamento. Sfortunatamente il liquido crea una notevole pressione sulla pelle (sotto e intorno) e ciò è l’origine del dolore.
Spesso la vescica invece che di solo liquido è riempita anche di sangue; ciò avviene quando lo sfregamento coinvolge non solo lo strato molto superficiale della pelle, ma anche i piccoli capillari appena al di sotto.

COME EVITARLA: La cosa più importante e forse scontata (ma invece ti accorgi che per molte persone non è così) è la scelta delle scarpe e delle calze. Può essere una scelta anche onerosa, ma sapere che sono il proprio mezzo di trasporto per un mese abbondante merita uno sforzo economico. Cercate di prenderle precise né lunghe né corte, adatte al proprio piede anche come pianta; è importante che il piede all’interno sia fermo, non stretto ma fermo quando lavora. Se il piede si muove si infiamma e li dove sfrega si forma la vescica. Quindi, anche se va di moda portare i lacci a penzoloni, la scarpa va allacciata con cura, magari stringendola un pelo alla partenza, ed allargandola gradualmente mano a mano che il piede tenderà a gonfiarsi per effetto della camminata. Nel giro di poci ci si renderà perfettamente conto della giusta allacciatura. Non ci devono essere cuciture in rilievo all’interno della scarpa altrimenti dopo poco diventa una tortura.
LA SCARPA NON DEVE ESSERE NUOVA!!!
Prima di partire fate dei pediluvi con acqua, sale e aceto per rinforzare un pò la pelle: soprattutto sul cammino di Santiago tutti gli albergue mettono a disposizione questi materiali, tanto è ritenuto efficace come metodo. Effettivamente l’azione antisettica e soprattutto astringente aiuta ad indurire la pelle, mentre l’acqua calda favorisce la circolazione ed una più veloce rigenerazione delle cellule.

Cosa fondamentale è mantenere morbida ed elastica la pelle del piede idratandola correttamente. Un buon metodo è l’uso della vaselina (o anche il vix vaporub) alla partenza: lascia traspirare il piede e lo lubrifica senza ungerlo.

Tagliarsi le unghie il più raso possibile, soprattutto quelle degli alluci, perché rischiano di diventar livide appoggiando contro la punta della calzatura. Durante le tappe quando si sente il piede che si riscalda troppo è salutare fermarsi 10 min. togliersi le scarpe e far asciugare piedi e calzini all’aria, così si evita di “lessare” la pelle del piede, terreno fertile per la vescica. Se possibile, a metà percorso lavarsi i piedi con acqua fredda e sapone, e cambiare le calze: lo sviluppo della flora batterica è direttamente correlato alla macerazione della pelle!

COME CURARLA:
Nonostante tutti gli accorgimenti e l’attenzione, mettete pure in preventivo un paio di vesciche. Oltre al dolore immediato, camminare con le vesciche porta a modificare l’assetto del corpo (per compensare il fastidio), e questo alla lunga porta a problemi osteo-articolari acausa dell’assetto errato.

Decisamente utile è un bel pediluvio di acqua calda, sale e (se c’è) aceto alla sera dopo la doccia.

Uno dei sistemi più efficaci, ma anche dibattuti per il rischio infezione, è cucire le vesciche. Si tratta di una pratica indolore poiché si agisce sullo spazio fra la pelle viva e la pelle morta, ove staziona il liquido.
L’infezione della vescica è una conseguenza possibile da non sottovalutare, come tutte le infezioni, perché da problema locale può evolvere in una seria complicazione.
Quindi: Prendere l’ago da cucito e infilarlo ( nel senso di infilare il filo); Disinfettare con una buona dose di Betadine™ sia l’ago e il filo che la vescica. Penetrare la vescica dal lato più corto  e fare uscire l’ago dalla parte opposta facendo bene attenzione a non pungere la pelle viva. Vedrete che il liquido all’interno inizierà ad uscire fuori. Aiutatelo con un pochino di cotone imbevuto di disinfettante. Se la ferita brucia è buon segno: significa che il disinfettante è penetrato all’interno e sta facendo il suo effetto.
Lasciare il filo all’interno della vescica: servirà per drenare la stessa e per evitare che la ferita si richiuda. Ripetere l’operazione nel caso il liquido non fuoriesca tutto o se, al contatto, la vescica provoca ancora dolore.
Disinfettare nuovamente e lasciare la ferita libera da cerotti o fasciature; ha bisogno di essiccare e non c’è nulla di meglio dell’aria per far sì che ciò avvenga.
Nelle ore successive l’operazione abbiate cura di disinfettare sempre la vescica e di tenere sempre le calze pulite durante il Cammino.
Usate il Betadine™, o un altro disinfettante salino, e soprattutto NON usate l’acqua ossigenata: ostacola l’indurimento della pelle, e tende a corroderla, quindi oltre a bruciare sulla pelle viva, ci porta nella direzione opposta a quello che vorremmo.

COMPEED™: ancora non si sa se è un bene o un male applicarli. Sicuramente è molto importante capire quando è il momento di usarlo altrimenti può diventare un problema invece di una soluzione. L’esperienza consiglia di non mettere il Compeed™ se c’è già la vescica, anche se piccola, ma di curarla subito con ago, filo. Invece diventa un toccasana il Compeed™ se si usa per prevenire, e allora appena si ha il sospetto di una vescica, o si sente un fastidio applicare immediatamente il cerotto pregando tutti i Santi in Paradiso che non si formi lo stesso. In quel caso allora sono dolori perché staccare il cerotto con sotto la vescica è un qualcosa che non si augura a nessuno.

Una cosa da non fare nella maniera più assoluta e che può creare seri problemi, non solo immediati ma persino a livello di deambulazione è tagliare la pelle della vescica.